CHI: Giuliano
città: Parigi
CHE: Aggirandosi tra le vie del settimo arrondissement – magari dopo un’estenuante visita al museo d’Orsay o una doverosa capatina alla tomba di Napoleone – potreste sbucare per caso in una viuzza dalle palazzine basse e affastellate chiamata “rue de Verneuil”.
Venendo da est vi ritrovereste a passeggiare attraverso palazzi in pietra antica, incrociando alcune delle numerosissime gallerie d’arte che infestano la zona con pezzi provenienti da tutto il mondo e da ogni epoca. Giungendo dal quartiere latino invece, sareste all’incrocio con una delle più belle vie della Parigi medioevale, Rue des Saint Pères, che fa da ponte tra la Senna ed il turistico e trafficatissimo Boulevard Saint-Germain.
In qualunque caso, passereste prima o poi di fronte ad un modesto villino, i cui muri sono tappezzati da infiniti e sovrapposti strati di graffiti.
Superato l’impatto visivo iniziale – inevitabile visto il contrasto con il resto della zona – vi fareste strada con lo sguardo attraverso quest’orgia di colori, trascinati dal groviglio di linee e dall’apparizione qua e là di qualche volto sbiadito dal tempo.
Se il caso ha fatto il suo dovere, vi trovate ora all’ingresso della casa dove il famoso cantautore, poeta e donnaiolo Serge Gainsbourg ha vissuto gli ultimi vent’anni della sua vita ed i graffiti che vedete sono l’omaggio dei suoi numerosissimi fan, francesi e non.
Per chi non lo conoscesse, Gainsbourg è il Bob Dylan della canzone d’autore francese dagli anni Sessanta. Famoso per la sua voce profonda, i suoi testi pieni d’amore e disillusione e le abitudini sregolate (era un alcolista ed alcune voci dicono fosse anche pedofilo), ha scritto dei successi internazionali come Harley Davidson, Bonny and Clide, Je t’aime… moi non plus nell’arco di una carriera durata più di quarant’anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1991 in seguito alla quinta (!) crisi cardiaca.
Quando passerete davanti a questo muro del ricordo, assicuratevi di aver prima dato una ripassata rapida alla discografia principale di quest’eccellente autore – mi prendo volentieri la responsabilità del consiglio.
Solo così potrete farvi strada tra i mille riferimenti visivi e testuali ad alcuni delle più belle strofe di un artista che ha segnato definitivamente la cultura musicale e non solo della capitale francese.
I GRAFFITI DI RUE DE VERNEUIL
5 bis rue de Verneuil, 75007 Paris (Guarda la mappa).
Da sapere che… la cancellazione di questo murales è stata oggetto di discussione negli ultimi anni fino a che nel 2009, grazie ad un video tributo dell’artista visuale Arnaud Jourdain trasmesso su TF2, il comune ha deciso di accantonare la questione.
A due passi… Museo d’Orsay, les Invalides, Quai de l’Arsenal, L’Académie de Beaux Arts.
Graffiti e Musica nella Parigi medioevale suona come L’Hotel Particulier – Serge Gainsbourg.
CHI: Francesca
città: Firenze
CHE: Dimenticate per un attimo l’eleganza della facciata neogotica della Basilica di Santa Croce, la solennità della statua di Dante Alighieri, il sacro luogo di sepoltura di Michelangelo, Machiavelli e Galileo, simboli della Firenze Rinascimentale e del più alto spirito dell’umanesimo.
Santa Croce ha un’altra faccia, quella della polvere, del sudore, delle risse, del sangue, dei muscoli, della violenza. In una parola del Calcio in Livrea o anche conosciuto come calcio storico.
Il calcio in Livrea si tenne fin dal XV secolo nelle piazze fiorentine nel periodo di Carnevale. I giovani di nobile famiglia con indosso un elegante divisa si contendevano la gloria cittadina in un mix tra l’odierno calcio e il rugby. Due squadre composte di ben 27 giocatori ognuna, si fronteggiavano cercando di segnare più reti possibili alla squadra avversaria.
La presenza del campo di Santa Croce è in parte ancora visibile: guardando la chiesa sul lato destro, sulla facciata del palazzo Antellesi vi è un disco di marmo su cui è incisa la data 10 Febbraio 1575. Sul palazzo di fronte troviamo un altro disco rosso e bianco diviso in 4 parti, che simboleggia il pallone. La linea tra i due dischi tracciava le due metà campo.
L’ALTRA FACCIA DI SANTA CROCE: IL CALCIO IN LIVREA P.zza Santa Croce, Firenze (Guarda la mappa). www.calciostorico.it
Da sapere che… in onore di questa tradizione una volta l’anno intorno a metà Giugno a Santa Croce a Firenze si tiene un partita di Calcio in Livrea o Calcio Storico Fiorentino, preceduta dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.
A due passi… la basilica di Santa Croce, il Lungarno, Piazza della Signoria, il Ponte Vecchio, gli Uffizi.
L’altra faccia di Santa Croce suona come El Diablo di Litfiba.
CHI: Giuliano
città: Parigi
CHE: Molti di voi avranno l’impressione di riconoscere i piccoli mosaici fotografati in queste immagini.
Sento già qualcuno dire: “Ma ce n’era uno identico al Palau de la Musica di Barcellona” oppure “ne avevamo trovato uno col mio ragazzo quest’estate a Istanbul”.
In ogni caso scommetto che la maggior parte di voi viaggiatori conserva da qualche parte il ricordo ancestrale di un Super Mario o un Pacman in veste di mosaico.
Niente paura, non si tratta di una civiltà aliena sbarcata chissà quando per insegnarci la divina arte del joystick attraverso raffigurazioni comprensibili ai nostri nonni, bensì dell’opera di un misterioso artista parigino o, come lui stesso si definisce, un “Invasore” che da otto anni imperversa per il mondo tappezzando strade e monumenti con mosaici rappresentanti i più famosi videogiochi degli anni Ottanta.
“Invader”, questo il nome del nostro enigmatico personaggio, comincia la sua attività proprio tra le strade di Parigi, dove al giorno d’oggi potete trovare, almeno secondo il sito internet ufficiale, www.space-invaders.com, ben 704 tra Astronavi, Mostri mangia Pac-Man e funghetti di Supermario, raffigurati fedelmente pixel per pixel.
Se come me andate per la trentina (e oltre), siete un po’ nostalgici, ed avete un po’ di tempo da buttare , vi invito dunque ad aggirarvi per la Ville Lumière con gli occhi ben aperti. Vi divertirete a riconoscere i vostri Space Invaders preferiti nei posti più impensati.
La caccia è aperta.
A CACCIA D’ALIENI: SPACE INVADERS
Parigi e dintorni!
Da sapere che… Non tutte le città colpite dagli alieni hanno risposto bene all’invasione. Il comune di Amsterdam ha infatti rimosso molte delle opere di Invader dopo averle scambiate per reclame di “programmi per computer”.
A due passi… un altro alieno in agguato!
A caccia di alieni suona come Nintendo Medley – Eminence Symphony Orchestra.
CHI: Alice
città: Roma
CHE: Una delle più suggestive leggende di Roma riguarda una torre, una scimmia e una promessa.
Ci troviamo nel cuore del rione Ponte, il V di Roma, dove in Via dei Portoghesi al numero 18, tra Via dei Pianellari e Via dell’Orso, c’è Palazzo Scapucci dal nome della famiglia proprietaria tra il 1500 e il 1600. Questo palazzo ha una torre che oggi ha forme quattrocentesche, ma in realtà è medievale, vecchia più di mille anni! La torre porta ancora il nome della famiglia d’origine – “Torre dei Frangipane” – ma da allora a Roma è meglio conosciuta come “Torre della Scimmia”, in America come “Hilda’s Tower”. E ora vi racconto perché.
La famiglia Scapucci aveva come animale domestico, vista la moda esotica dell’epoca, una scimmietta addestrata di nome Hilda. Tempo dopo nacque un bambino, che un giorno la scimmietta rapì dalla culla portandoselo in cima alla torre. Il padre sconvolto aveva paura di richiamare la scimmia che magari, spaventata, avrebbe lasciato cadere il bambino. Pregò allora la Madonna, facendo voto che se tutto fosse andato bene, avrebbe fatto erigere un santuario perpetuo in cima alla torre. L’uomo fischiò e la scimmia al richiamo corse da lui con il bambino incolume posato a terra. L’uomo mantenne la sua promessa facendo costruire il tabernacolo nello stesso punto in cui vide la scimmia con suo figlio tra le braccia. Inoltre rese obbligatorio a ogni futuro proprietario di mantenere la fiamma del lume – oggi una lampada elettrica – sempre accesa, pena la perdita della proprietà.
Da sei secoli non è mai stata spenta e ancora oggi è visibile a fianco della bellissima “Madonna della Scimmia”, caratterizzata da una mezzaluna e una stella, simboli della famiglia.
Questa leggenda è stata tramandata anche in letteratura dal romanziere americano Nathaniel Hawthorne il quale visse qualche anno in Italia. Curioso il fatto che la leggenda riportata dalla tradizione romana ha dei toni molto più leggeri e pragmatici, in qualche modo, potremmo dire, narrati “dalla parte della scimmia”, mentre Hawthorne ne assume una visione decisamente più cattolica, o quantomeno soprannaturale:
“’Sta scimmia, come ce ll’hanno pe’ vvizzio, rifaceva tutto quello che ffaceveno li padroni. […] stava ogni sempre a gguardà’ la bbalia quanno sfasciava e arinfasciava la cratura de la signora, e nun se sa che averebbe pagato pe’ sfascialla puro lei e spupazzalla! E nun te dubbità’, che una vorta che li padroni uscirno assieme a la bbalia, e llassorno la cratura a ddormì’, figurateve si la Scimmia nun ce vorse provà. Defatti agnede a la cunnola se prese in braccio er pupo o la pupa che ssia, se prese er canestrello de l’infascio, e ppe’ nun èsse disturbata, indovinate s’indove se n’agnede? Propio in cima in cima e se messe a ssede in pizzo in pizzo ar cantone de la torre. E llì, come si ffusse stata a ssede in portrona principiò a sfascià’ e arinfascià’ la cratura.” (Er palazzo de la Scimmia, da “Usi, costumi, credenze, pregiudizi e leggende del popolo di Roma”, di Gigi Zanazzo).
“Three or four centuries ago this palace was inhabited by a nobleman who had an only son, and a large, pet monkey, and one day the monkey caught the infant up and clambered to this lofty turret, and sat there with him in his arms grinning and chattering like the Devil himself.” (Da “French and Italian Notebooks”, 1883, Nathaniel Hawthorne).
Insomma, si potrebbe dire che l’americanissimo King Kong che si arrampica sull’Empire State Building di New York con in braccio l’avvenente Ann Darrow, trae le sue origini letterarie da un’antichissima leggenda popolare romana… l’avreste mai detto?
LA TORRE DELLA SCIMMIA Via dei Portoghesi, 18 (Guarda la mappa). Metro: Spagna o Barberini. Bus: 116
Da sapere che… appassionato di fantastico e soprannaturale, Hawthorne viaggiò in Italia e in Francia dal 1857 al 1860. Quattro anni dopo morì, e fu sepolto nel cimitero di Sleepy Hollow (vi ricorda qualcosa?), dopo essere nato a Salem, città resa famosa dai processi alle streghe…
A due passi… Piazza Navona, Montecitorio, San Rocco, Castel Sant’Angelo.
Una torre, una scimmia e una promessa suona come Space Monkey – Placebo.





























