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Un murale. Un grido antifascista.

19 ottobre 2009

CHI: Angelo

città: Londra

CHE: Passeggiando nell’East end londinese, dove si mescolano il dialetto dei cockney (la classe proletaria inglese) e quello dei tanti emigrati da paesi diversi che si rifugiano in questa zona vicina al vecchio porto, ci si trova davanti ad un murale che racconta un pezzo importante della storia di Londra. Sto parlando del “Cable Street mural”, fortemente voluto dall’artista Dave Binnington per commemorare la famosa rivolta che avvenne nella omonima strada. E’ probabilmente uno dei murales più politici della capitale inglese. Qualcosa di simile può trovarsi solo a Brixton, al sud, con “Nuclear Dawn” in Coldharbour Lane.

Battle of Cable Street mural.

Battle of Cable Street mural.

Ma torniamo alla storia. Era il 4 ottobre del 1936 quando Oswald Mosley guidava un corteo, chiaramente provocatorio, della British Union of Fascists nell’area di Stepney, la zona della città maggiormente abitata da ebrei. Furono allora proprio questi ultimi, supportati da socialisti, comunisti, irlandesi, anarchici e dalla classe dei lavoratori, al grido di THEY SHALL NOT PASS, ad impedire il passaggio della BUF. Gli antifascisti alzarono delle barricate che riuscirono, nonostante l’intervento della polizia, a bloccare la sfilata.

Questa battaglia fu probabilmente il più significativo tra gli eventi che portarono il governo inglese ad approvare nel 1936 il Public Order Act, il quale vietava in maniera assoluta di sfilare indossando qualunque uniforme politica e che rendeva molto più difficile l’organizzazione di marce di carattere politico.

Il murale riesce in maniera sorprendente a raccontare gli attimi di quella tragica quanto storica vicenda. L’opera è figlia di un lungo periodo di ricerca iniziato nel 1976, quando Dave Binnington decise di istituire un piccolo studio nel seminterrato del St George’s Town Hall, dando così ufficialmente vita al progetto comunitario Basement Arts Workshop.

Binnington, supportato da artisti locali, studiò a fondo la vicenda: guardò film e fotografie della battaglia, lesse libri e giornali dell’epoca, intervistò persone del luogo che avevano in prima persona assistito o preso parte alla rivolta: il tutto con l’obiettivo di realizzare un’opera che sapesse realmente raccontare l’accaduto. E a guardare attentamente il murale, l’obiettivo è stato più che raggiunto. Le barricate formate dai dimostranti, l’uomo che lancia voltantini, le uniformi della BUF, l’uso di marmi e cuscinetti contro i cavalli della polizia, il camion rovesciato, le sedie e i materassi, le uova, le bottiglie di latte, e perfino Hitler raffigurato in mutande: il un insieme di dettagli che donano al murale un’energia unica, e che ne fanno un documento storico a suo modo ineguagliabile. Un grido antifascista che si alza dall’East End.

Se oggi i locali di Brick Lane e Whitechapel sono tra i più frequentati della capitale; se la comunità Bangla e numerosi altri immigrati vivono tranquillamente in quest’aera; se numerosi artisti vi trovano ispirazione, il merito è anche della gente che ha combattutto la rivolta di quel lontano 1934. Per chi vuole davvero capire l’anima dell’East end, è una tappa assolutamente fondamentale.


BATTLE OF CABLE STREET MURAL

www.battleofcablestreet.co.uk

236 Cable St, Shadwell, London, E1 0BL (Guarda la mappa).
Tube: Tower Hill o Aldgate Est.

Da sapere che… quando nel 1980 il lavoro era ormai a buon punto, un gruppo di fascisti imbrattò il murale danneggiandone due terzi. Binnington, che aveva dovuto subire anche molte critiche per questo suo progetto, affranto si ritirò. A sostituirlo furono Paolo Buffer, Desmond Rochford e Ray Walker, i quali completarono il dipinto nel 1982. Ma numerosi altri atti vandalici da parte di simpatizzanti e militanti fascisti si susseguirono negli anni. Per fortuna, dopo quasi 30.000 pounds spesi per le numerose riverniciature necessarie a riportare il murale al suo originale splendore, una speciale vernice è stata applicata in modo che eventuali attacchi futuri potessero essere facilmente puliti.

A due passi… Brick Lane con il suo mercato e gli innumerevoli locali dove la sera si riversano i giovani della capitale inglese; Whitechapel, scena dei delitti di Jack lo Squartatore; il Tower Bridge, il ponte simbolo di Londra.

Un murale. Un grido antifascista. suona come Auschwitz – Francesco Guccini.

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One Comment leave one →
  1. Francesca permalink*
    21 ottobre 2009 16:30

    Il Cable Street Mural è stata un’assoluta sorpresa!
    Me lo sono trovato davanti per caso quando ero sull’autobus n° 100
    Prendere un autobus sconosciuto è un’avventura che consiglio a tutti, ti permette di esplorare luoghi dove altrimenti non andresti mai e scoprire chicche davvero succulente!

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