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Viaggio indietro nel tempo.

12 novembre 2009

CHI: Matteo

città: Roma

CHE: Stai passeggiando in una splendida giornata per le vie del centro di Roma, e annusi l’aria profumata di quel profumo che solo i vicoli della capitale ti sanno dare.

Da piazza Venezia scendi giù per Via del Plebiscito, sorpassi Largo Argentina e continui per Corso Vittorio, svolti a sinistra, fino ad arrivare a Campo de’ Fiori. Tutto bellissimo, ma a questo punto forse hai voglia di un po’ di pace, Roma è tanto bella quanto caotica, e non vuoi di certo sederti ai tavolini dei vari bar e pub sulla piazza.

Allora sai che fai? Seguendo lo sguardo di Giordano Bruno, ti incammini per Via del Pellegrino, e dopo pochi passi, incontri sulla tua sinistra un grande arco di pietra, proprio sotto al civico 19.

C’è un cancello di ferro che la maggior parte delle volte è solo accostato, e con una piccola spinta si apre e ti regala questo angolo nascosto di Roma; nel caso fosse chiuso non disperare: avrai un ottimo motivo per tornare da queste parti.

Arco degli Acetari

Arco degli Acetari

Ma se sei fortunato, e trovi aperto, entri e ti ritrovi catapultato in un’altra epoca.

Un carrettino parcheggiato in un angolo, scale, scalette, un alberello,  finestre e balconi che si intrecciano insieme e un silenzio quasi ecclesiastico. Se non fosse per quei due/tre motorini parcheggiati in un angolo potresti davvero pensare di essere in un romanzo del Belli.

Forse sono io che sono troppo romantico, ma per me il posto ha una magia tutta sua, che a parole non riesci a spiegare… la devi vedere ed odorare.

Un’ultima cosa: di giorno fa la sua figura, ma con la luce del tramonto, secondo me è il top.


ARCO DEGLI ACETARI

Via del pellegrino, 19 (Guarda la mappa).

Da sapere cheregna l’incertezza sull’origine del nome: pare infatti possa provenire da un’antica famiglia che risiedeva nella zona, anche se altre ipotesi lo vogliono legato ai venditori di acqua acetosa, ipotesi questa supportata dalla vicinanza del mercato di Campo de’ Fiori.

A due passi… Campo de’ Fiori, con il monumento a Giordano Bruno e i locali sempre aperti.

Arco degli Acetari suona come Roma Capoccia – Antonello Venditti.


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