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Una torre, una scimmia, una promessa.

18 gennaio 2010

CHI: Alice

città: Roma

CHE: Una delle più suggestive leggende di Roma riguarda una torre, una scimmia e una promessa.

Ci troviamo nel cuore del rione Ponte, il V di Roma, dove in Via dei Portoghesi al numero 18, tra Via dei Pianellari e Via dell’Orso, c’è Palazzo Scapucci dal nome della famiglia proprietaria tra il 1500 e il 1600. Questo palazzo ha una torre che oggi ha forme quattrocentesche, ma in realtà è medievale, vecchia più di mille anni! La torre porta ancora il nome della famiglia d’origine – “Torre dei Frangipane” – ma da allora a Roma è meglio conosciuta come “Torre della Scimmia”, in America come “Hilda’s Tower”. E ora vi racconto perché.

Il santuario e la luce sempre accesa in cima alla Torre della Scimmia.

La famiglia Scapucci aveva come animale domestico, vista la moda esotica dell’epoca, una scimmietta addestrata di nome Hilda. Tempo dopo nacque un bambino, che un giorno la scimmietta rapì dalla culla portandoselo in cima alla torre. Il padre sconvolto aveva paura di richiamare la scimmia che magari, spaventata, avrebbe lasciato cadere il bambino. Pregò allora la Madonna, facendo voto che se tutto fosse andato bene, avrebbe fatto erigere un santuario perpetuo in cima alla torre. L’uomo fischiò e la scimmia al richiamo corse da lui con il bambino incolume posato a terra. L’uomo mantenne la sua promessa facendo costruire il tabernacolo nello stesso punto in cui vide la scimmia con suo figlio tra le braccia. Inoltre rese obbligatorio a ogni futuro proprietario di mantenere la fiamma del lume – oggi una lampada elettrica – sempre accesa, pena la perdita della proprietà.

Da sei secoli non è mai stata spenta e ancora oggi è visibile a fianco della bellissima “Madonna della Scimmia”, caratterizzata da una mezzaluna e una stella, simboli della famiglia.

Questa leggenda è stata tramandata anche in letteratura dal romanziere americano Nathaniel Hawthorne il quale visse qualche anno in Italia. Curioso il fatto che la leggenda riportata dalla tradizione romana ha dei toni molto più leggeri e pragmatici, in qualche modo, potremmo dire, narrati  “dalla parte della scimmia”, mentre Hawthorne ne assume una visione decisamente più cattolica, o quantomeno soprannaturale:

“’Sta scimmia, come ce ll’hanno pe’ vvizzio, rifaceva tutto quello che ffaceveno li padroni. […] stava ogni sempre a gguardà’ la bbalia quanno sfasciava e arinfasciava la cratura de la signora, e nun se sa che averebbe pagato pe’ sfascialla puro lei e spupazzalla! E nun te dubbità’, che una vorta che li padroni uscirno assieme a la bbalia, e llassorno la cratura a ddormì’, figurateve si la Scimmia nun ce vorse provà. Defatti agnede a la cunnola se prese in braccio er pupo o la pupa che ssia, se prese er canestrello de l’infascio, e ppe’ nun èsse disturbata, indovinate s’indove se n’agnede? Propio in cima in cima e se messe a ssede in pizzo in pizzo ar cantone de la torre. E llì, come si ffusse stata a ssede in portrona principiò a sfascià’ e arinfascià’ la cratura.” (Er palazzo de la Scimmia, da “Usi, costumi, credenze, pregiudizi e leggende del popolo di Roma”, di Gigi Zanazzo).

“Three or four centuries ago this palace was inhabited by a nobleman who had an only son, and a large, pet monkey, and one day the monkey caught the infant up and clambered to this lofty turret, and sat there with him in his arms grinning and chattering like the Devil himself.” (Da “French and Italian Notebooks”, 1883, Nathaniel Hawthorne).

Insomma, si potrebbe dire che l’americanissimo King Kong che si arrampica sull’Empire State Building di New York con in braccio l’avvenente Ann Darrow, trae le sue origini letterarie da un’antichissima leggenda popolare romana… l’avreste mai detto?


LA TORRE DELLA SCIMMIA

Via dei Portoghesi, 18 (Guarda la mappa).
Metro: Spagna o Barberini.
Bus: 116

Da sapere che… appassionato di fantastico e soprannaturale, Hawthorne viaggiò in Italia e in Francia dal 1857 al 1860. Quattro anni dopo morì, e fu sepolto nel cimitero di Sleepy Hollow (vi ricorda qualcosa?), dopo essere nato a Salem, città resa famosa dai processi alle streghe…

A due passi… Piazza Navona, Montecitorio, San Rocco, Castel Sant’Angelo.

Una torre, una scimmia e una promessa suona come Space Monkey – Placebo.


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3 commenti leave one →
  1. Angelo permalink*
    22 gennaio 2010 14:35

    Ciao Cicitto! Scusa per la risposta in ritardo… sono giorni di pieno lavoro in casa CHIcCHE. Aggiunto il link al tuo blog tra i nostri amici!

  2. 19 gennaio 2010 16:27

    Mi piacerebbe effettuare lo scambio link. Se il nostro blog vi interessa s’intende 🙂 noi vi abbiamo già linkato.

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