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Due passi nel futuro.

1 marzo 2010

CHI: Giuliano

città: Parigi

CHE: Immaginate, dopo un lungo sonno, di risvegliarvi distesi su un prato umido durante le ultime ore di un tramonto primaverile. All’orizzonte potete appena scorgere gli ultimi grattacieli di una città lontana, illuminati irrealmente da un bagno di luce serale e neon multicolori.

D’innanzi a voi troneggia una sfera alta venti metri, composta da innumerevoli specchi triangolari che riflettono l’erba arrossata dal sole e il canale dalle acque placide alle vostre spalle dove, di tanto in tanto, un battello dallo scafo tozzo si prende il disturbo di turbare la quiete generale con il ronzio delle sue eliche.

Parc de la Villette

Superata la sorpresa iniziale, vi alzate e non potete fare a meno di notare il  gigantesco edificio sovrastante la misteriosa palla-specchio, le cui mura azzurrine in plexiglass si affacciano  su un bacino arrotondato – simile ad un anfiteatro greco- nel quale si sviluppano giochi d’acqua semplici ma d’effetto.

Siete tentati di lanciarvi nell’esplorazione di questa futuristica roccaforte e del suo fantasioso fossato quando l’esigenza di orientarvi vi spinge a voltarvi di spalle. Scavalcate con lo sguardo il fiume e vi trovate di fronte ad un immenso open-space del quale non riuscite a scorgere la fine. In questo quadro onirico, poligoni di erba tagliata ad arte creano chiazze di verde su un tappeto di cemento disseminato di sculture bizzarre sparse dappertutto da una grande mano distratta.

Se questo è effettivamente l’immaginario che vi si para davanti, avete soltanto due possibilità: o siete finiti, complice la peperonata del pranzo domenicale, in un B-Movie di fantascienza o vi trovate, cosa più probabile, dentro il Parc de la Villette di Parigi.

Situata nell’estrema periferia nord-est della città,  al confine con la banlieue vera e propria, la Villette – questo il nome più comune- è un’immensa area che si stende su 55 ettari, di cui 35 dedicati a verde pubblico.

Progettata sotto l’amministrazione socialista alla fine degli anni settanta, l’intera zona ospita oggi la Città della Musica di Parigi, il museo-tecnopolo della Cité des Sciences, il primo cinema europeo in formato panoramico IMAX (schermo curvo con angolo di visione a 180°) situato nella gigantesca sfera-specchio conosciuta come Geode, un auditorium, una sala da concerti rock e due discoteche.

E se ancora non vi bastasse, il tutto è circondato da percorsi ed installazioni pensati allo scopo di armonizzare urbanistica e verde – come i suggestivi giardini acustici di Bernard Lassus – in un progetto monumentale finanziato dal comune di Parigi e capitanato dall’architetto e urbanista svizzero Bernard Tschumi.

Qui potete trovare una lista dei giardini e dei percorsi verdi presenti nel parco, alcuni dei quali decisamente nascosti:

http://www.villette.com/fr/parc-villette-jardins/jardin-theme/

Il Parc de la Villette è ancora oggi meta ambita di molti studenti d’architettura provenienti da tutte le università europee e non, che si lasciano trasportare dalla forza e  dalla freschezza ancora intatta di un progetto che evolve continuamente a più di un ventennio dalla prima fase di progettazione. Ma qualunque sia il vostro mestiere, io mi sento di consigliarvene assolutamente la visita. Resterete a bocca aperta davanti alla fantasia e alla ricchezza di quest’area che, se esplorata con un po’ di Zen, si rivelerà un vero luna park dei sensi.


PARC DE LA VILLETTE

Metro: Porte de Pantin (linea 5 arancione) o Porte de la Villette (linea 7 rosa).  (Guarda la mappa)

Da sapere che: L’area riabilitata a parco un tempo ospitava gli storici mattatoi della capitale francese. I vecchi del quartiere raccontano come, durante i lavori di riedificazione della zona, molti camion da trasporto  dell’esercito si fermassero di fronte agli ingressi dei vecchi magazzini sotterranei per scaricare del “materiale”. In ogni caso, sono in diversi a concordare che le fondamenta del parco ospitino attualmente dei depositi militari. Attenti a dove mettete i piedi!

A due passi: seguite il canale dell’Ourcq in direzione del centro e arriverete dritti dritti al Belushi’s bar, dove per la modica (e rara per Parigi) cifra di 4 euro potrete scolarvi una Guinness in “terrasse” con tanto di vista sul fiume.

Due passi nel futuro suona come Pixel Dream di Ozric Tentacles.


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