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Il Carmine: una collina sopita nel cuore della città. – GENOVA

7 marzo 2010

CHI: Emanuela

città: Genova

CHE: il centro storico di Genova in questi anni ha conosciuto una rivalutazione e un’apertura al turismo senza precedenti, che ha scardinato, almeno un po’, la proverbiale diffidenza dei suoi cittadini. Ormai è normale vedere frotte di turisti avventurarsi nel labirinto dei caruggi, soprattutto in primavera e in estate. Ci sono però dei luoghi, tra le sue infinite pieghe, che rimangono ancora un mistero, non solo agli occhi del visitatore, ma per gli stessi genovesi.

Il quartiere del Carmine è forse l’esempio più emblematico e suggestivo: basta lasciarsi alle spalle il traffico di Largo Zecca e il fermento universitario di Piazza della Nunziata (a poche centinaia di metri dal Porto Antico e dalla Stazione Pricipe), per addentrarsi, attraverso un breve tragitto in salita, in quello che resta di un piccolo borgo di origine medievale. Tra i più antichi, eppure meno conosciuti della città. Un piccolo gruppo di abitazioni collegate tra loro da vicoli angusti, scalinate, salite mattonate (le famose crêuze). I muri sono decorati solo da piante rampicanti, a volte da qualche piccola edicola votiva. Alle finestre vasi di fiori e, davanti agli usci, gatti che riposano indisturbati. Tutto è avvolto in un silenzio surreale, e il tempo sembra essersi fermato: un’atmosfera più simile a quella di un piccolo paese di collina, lontana dal caos cittadino che pure, a pochi minuti di distanza, continua il suo corso.

Un vicolo del Carmine

Originariamente si trattava infatti di una zona agricola, della quale rimane testimonianza nei nomi delle piccole piazze, Olivella e Giuggiola: due autentiche perle che, da sole, meritano la visita. Intorno al XIV secolo il Carmine si popolò di commercianti, in prevalenza droghieri, che qui si riunirono in corporazioni: sorsero così quei caruggi che ancora oggi portano i nomi delle merci che vi si vendevano: ci si può così ritrovare a passeggiare tra Vico dello Zucchero, Vico Cioccolatte o Piazza della Fragola. Quasi come in una fiaba.

In tempi più recenti, il Carmine è diventato un quartiere di portuali e operai; negli anni Settanta è proprio dalla parrocchia locale che un giovane viceparroco, Don Andrea Gallo, viene allontanato dall’allora cardinale Siri, scatenando tra gli abitanti ondate di protesta e manifestazioni in suo sostegno rimaste nella memoria: ogni anno, il 2 luglio, qui si celebra con un giorno di festa il ricordo di quella protesta.

La storia del Carmine è, infatti, anche la storia di una comunità da sempre legata al territorio da un forte senso di appartenenza. Uno spirito che è sopravvissuto fino ad oggi, e che è possibile riscontrare nel forte impegno degli abitanti per far sì che il quartiere non venga abbandonato al suo destino. Negli ultimi anni sono stati promossi interventi di riqualificazione (come la ristrutturazione del Mercato comunale) e attività culturali, attraverso associazioni che con le loro iniziative animano il quartiere in diversi periodi dell’anno. Dal presepe vivente ai dibattiti filosofici, passando per la “Chiamata alle arti” (realizzata nel 2008), un evento durante il quale i vicoli e le piazze del Carmine sono diventati spazi per una grande esposizione artistica en plein air.

Se passerete di qui, vi accorgerete infatti che è piuttosto immediato percepire come l’atmosfera di questo luogo così suggestivo lo renda un ambiente naturalmente adatto ad ospitare studi, laboratori e atelier artistici. E’ questo, infatti, il futuro che intravedono per il quartiere i suoi abitanti, e che ci auguriamo: per dirla con le loro parole, al Carmine c’è davvero “il potenziale di una piccola Montmartre”. Certo più naïf dell’originale, ma non necessariamente meno evocativa e affascinante.


IL CARMINE

Piazza del Carmine, 16125 Genova (Guarda la mappa).
Autobus n. 39, 40, 18, 18/.

Da sapere che: in un cortile privato di Piazza della Giuggiola dimora quello che è forse l’ultimo albero di giuggiola rimasto a Genova. Il giuggiolo, infatti, è una specie a rischio d’estinzione, e questo esemplare supera i tre secoli di vita. Anticamente era simbolo del silenzio, di cui qui sembra essere ancora il custode.

A due passi: Via Garibaldi (Palazzo Bianco, Rosso e Tursi, sede dell’amministrazione comunale), Via Balbi (Palazzo Reale e Università di Genova), Acquario, Museo del Mare.

Il Carmine:una collina sopita nel cuore di Genova suona come “Pas si simple” di Yann Tiersen.


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4 commenti leave one →
  1. Emanuela permalink
    19 aprile 2010 08:22

    Grazie Rita. Con queste belle giornate primaverili, una passeggiata al Carmine è quello che ci vuole!

  2. Rita permalink
    17 aprile 2010 11:34

    E’ una descrizione molto suggestiva e veramente fedele dell’atmosfera del Carmine, vien voglia di andarlo a scoprire e farci una passeggiata tranquilla.

  3. Emanuela permalink
    18 marzo 2010 14:26

    Grazie Daniele. Anch’io, non essendo della zona, l’ ho riscoperta solo recentemente; in effetti è un po’ nascosta, ma, se ti capita, vale proprio la pena di farci un passo 😉

  4. Daniele permalink
    18 marzo 2010 13:14

    Complimenti Emanuela per l’esauriente spiegazione della zona. Io sono genovese ma direi di non aver mai intrapreso a piedi la salita del Carmine pur essendo passato mille volte per via De Ferrari con la macchina.

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