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Un Sacro Graal di Birra. – TARQUINIA

20 aprile 2010

CHI: Alice

città: Tarquinia

CHE: Tarquinia è un bellissimo paese medievale in provincia di Viterbo, fu inoltre il più antico e importante insediamento della dodecapoli etrusca.

Ma come è prevedibile in un piccolo paese, la sera c’è poco da fare. Nonostante non manchino trattorie e bottiglierie dall’aria invitante, solitamente i ragazzi si rinchiudono in uno dei tre unici pub del centro.

Per arrivare al centro lasciate la macchina fuori dalle mura, la Barriera San Giusto, e fatevi una bella salita fino al Belvedere percorrendo Corso Vittorio Emanuele. Mentre salite noterete sulla sinistra – al lato di Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Nazionale Tarquiniese che conserva parte dei dipinti delle tombe della necropoli etrusca – una statua in bronzo curiosa: un corpo femminile in piedi col busto rigirato all’indietro e le braccia dietro la nuca. Si intitola “Memoria dell’estate” (1980) ed è una statua di Emilio Greco. Lo scultore ne fece due, l’altra, “Memory of summer”, si trova in un parco di Sendai, in Giappone.

Una "coppa squadrata" per 5 bottiglie di Orval.

Arrivati in cima vi troverete nella bellissima Piazza del Comune con una fontana nel mezzo e una pavimentazione un po’ decentrata che ricordano Roma e Piazza del Campidoglio. Il pavimento infatti richiama volutamente quello di Michelangelo, ma ha un non so che di esoterico, vista la presenza di una serie di occhi neri disposti tutti intorno a una mano, nera anch’essa, con un occhio bianco nel palmo posta al centro della “stella”. Questa è una delle ultime opere di Sebastian Matta, architetto e pittore cileno che dopo aver girato tra Santiago, Parigi, New York e Roma, decise di passare gli ultimi anni della sua vita proprio qui a Tarquinia, e qui infatti è stato sepolto otto anni fa. Sulla piazza affaccia, ovviamente, il Palazzo Comunale di stile romanico che nella sala consiliare conserva anche una serie di dipinti dello stesso artista. Continuando a camminare sulla sinistra sotto il grande arco ogivale che passa sotto l’intero edificio, si arriva a Via San Pancrazio. Andando dritti subito sulla destra noterete tre lanterne da pub, di notte le uniche luci intorno che vedrete!

L’Old Station Pub si presenta accogliente con le sue vetrate lavorate e i suoi interni in tufo, roccia vulcanica molto diffusa nel Lazio utilizzata come materiale di costruzione proprio da Etruschi e Romani. L’ambiente è sempre profumato e il servizio è veramente gentile, ma soprattutto non ammette errori sulle birre! E per gli amanti della birra è sempre un piacere! Il locale offre infatti un’ampia gamma di birre alla spina e in bottiglia di ogni genere e provenienza, ma le favorite sono indubbiamente le trappiste belghe. Ogni birra è ricercata e servita con la sua descrizione, con i suoi accompagnamenti se richiesti, con la sua temperatura, con i suoi tempi, e, perfino, con il suo bicchiere e sottobicchiere! Cosa molto rara! Il gestore, Marino, avverte e consiglia di prendere un’altra birra se il bicchiere adatto (e col nome giusto) non fosse al momento disponibile. Soprattutto se avete deciso di ordinare una coppa di birra di dimensioni non ordinarie: una morbida coppa a balloon dove vengono versate con calma 3 bottiglie di Duvel da 75 cl, oppure una coppa squadrata e pesante per 5 bottiglie da 33 cl di Orval. Questo “Sacro Graal” che profuma di luppolo e che gira di mano in mano lungo la tavolata di amici è un vero piacere, sullo stile del “Metro di birra” romano, ma, forse, con una marcia in più.

Se poi nel mentre vi viene fame, sappiate che qui cucinano il primo piatto più “zozzo” (a buon intenditor poche parole) che ho mai mangiato. Gli “spaghetti alla schizofrenica” sono una ricetta un po’ introvabile: una gustosissima bomba di pesto, pomodoro, panna, pancetta e peperoncino. E infatti quando ve ne andrete vi mancheranno!

Insomma, passare un weekend di primavera a Tarquinia, è un modo per staccare la spina da tutto e da tutti, facendosi coccolare da belle cose da ammirare e da gustare. Tra terra, acqua e cielo!


TARQUINIA – OLD STATION PUB

100 km da Roma, imboccando l’Aurelia o l’A12 verso Fiumicino-Civitavecchia-Grosseto.

Old Station Pub, Via Antica, 23, Tarquinia (VT) (Guarda la mappa)

Da sapere che… Tarquinia, all’epoca Corneto, nel 1887 fu il paese che diede i natali al poeta Vincenzo Cardarelli. Al Belvedere, ai piedi di un albero è stato posato un libro di marmo aperto che recita la sua dedica alla città: “Qui tutto è fermo, incantato, nel mio ricordo. Anche il vento”.

A due passi… il Lido di Tarquinia, le Saline di Tarquinia (ambientazione dello sceneggiato tv “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini (1972) dove è ancora oggi possibile vedere l’albero, isolato rispetto agli altri, dove Pinocchio venne impiccato; dal 1980 è una riserva naturale protetta) e tante fonti d’acqua termale, libere o a pagamento (Ficoncella, Monti della Tolfa, Terme dei Papi, Saturnia sconfinando in Toscana). Tanti altri comuni suggestivi come Allumiere e Tuscania. Trattorie e ristoranti da leccarsi i baffi, come l’economico agriturismo “Bagaglia” sulla strada verso Marina Velca o il ristorante e stabilimento balneare “Gradinoro” sul lungomare del Lido se volete mangiare del pesce veramente buono, ma sicuramente non economico!

Un Sacro Graal di birra suona come Khazad Dum dei Summoning.


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